04/11/2017 - IL DISCORSO DEL SINDACO IN SALA CONSILIARE PER IL QUATTRO NOVEMBRE

IL DISCORSO DEL SINDACO IN SALA CONSILIARE PER IL QUATTRO NOVEMBRE

Rivolgo un caro saluto alle autorità militari, religiose e civili,  ai rappresentanti delle associazioni dei combattenti e reduci, alle associazioni d’arma , ai volontari della Protezione Civile,   a tutti i cittadini presenti ed, in particolare, a voi bambini, allievi  e ragazzi delle scuole di Montichiari. Siamo qui in occasione del 4 novembre, giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate per ricordare la conclusione della prima guerra mondiale, una guerra spaventosa e terribile che ha lasciato sul campo oltre 5 milioni di morti. Siamo qui per ringraziare ed onorare i caduti di tutte le guerre, per non dimenticare coloro che si sono immolati e hanno dato la vita per il nostro Paese. Siamo qui perché crediamo che la libertà e la democrazia debbano essere difese attraverso la conoscenza della storia e ricordando coloro che hanno reso possibile, con il sacrificio della vita, la nascita dell’Italia Repubblicana, unita, libera e democratica. Cari ragazzi, cari cittadini, quando ricordiamo i nostri combattenti,  quando ricordiamo i nostri caduti di ogni tempo, non facciamo  di certo omaggio ai valori della guerra, ma al contrario a quelli del sacrificio, dell’eroismo, della dedizione dei nostri soldati e del nostro popolo, i quali  sono VALORI  perenni ed universali. La guerra è sempre una cosa tragica … “Silent  leges inter arma” diceva Cicerone, sottolineando la triste realtà per cui, in tempi di guerra, non valgono né le leggi, né la libertà né la democrazia, ma tutto è in balia della violenza che la guerra porta con sé. Siamo qui stamane per  festeggiare le Forze Armate a cui va il nostro ringraziamento,  perché  al compito primario di difesa della patria e  delle istituzioni, uniscono ormai un alto impegno civile, volto a fronteggiare le calamità naturali che  si abbattono sul paese( come le alluvioni,  le inondazioni, gli incendi o i terremoti).  Gli uomini delle nostre Forze Armate oggi sono al servizio della pace , in Italia e in ogni parte del mondo e a loro va il plauso e il ringraziamento nostro e degli italiani. Tornando alla giornata odierna, 99 anni fa, il 4 novembre 1918, l’Italia vinceva una guerra terribile, portando  finalmente a compimento l’UNITA’ dello Stato Italiano; siamo dunque un Paese giovane, che ha meno di 100 anni ed è forse per questo che siamo l’Italia dei problemi,  delle mille crisi, delle mille emergenze e delle mille necessità, sommersa dalle incertezze , dallo sconforto e dalle tantissime difficoltà. Allora ripartiamo proprio dal 4 novembre; una festa solenne, corale, condivisa. La festa di tutto il popolo italiano. Delle sue Forze Armate, che il 4 novembre 1918 conquistarono la Vittoria, ma anche del popolo che lavorò e soffrì coi suoi soldati. Una festa per una bandiera che è l’unica per tutti: il Tricolore, simbolo di  libertà,  di unità nazionale e di democrazia, per il quale tantissimi giovani, anche monteclarensi,  hanno pagato con il sacrificio della loro vita. Nelle fasi così ambigue del tempo che stiamo vivendo, si discute sulla mancanza di valori e di fiducia nel futuro. Tutti si interrogano su cosa fare, dove guardare, in un mondo senza punti di riferimento cui ancorare speranze e certezze. La “Giornata dedicata alle Forze Armate e all’Unità Nazionale” intende ricordare l’ ideale della Patria: un valore che non è mutato nel tempo, pur in una società cambiata radicalmente e dunque messo oggi in discussione, assieme a quello della famiglia, del lavori, della chiesa, dell’onestà, della giustizia. Abbiamo già rimarcato che viviamo un momento storico difficile, incerto e di profonda sofferenza. La politica è febbricitante, la democrazia è febbricitante, la rabbia è tanta e la diffidenza impera. Non ci sono grandi ricette per risollevare il capo e guardare avanti. Ce n’è una sola, i cui ingredienti sono: legalità, partecipazione, senso civico, responsabilità, principi che si apprendono e si vivono a partire dalla scuola e dalla famiglia Vi dico di guardare al futuro con uno sguardo di giusta aspettativa e speranza. Se siamo stati capaci di ripartire da due conflitti mondiali che avevano devastato il Paese in termini di vittime e di distruzioni, possiamo e dobbiamo riuscirci anche oggi. Non sciupiamo l’insegnamento e il sacrificio di tutti coloro che sono caduti e continuiamo a insegnare ai nostri ragazzi che anche oggi la pace e la libertà  non sono date per sempre, ma bisogna proteggerle e averne cura, perché  si consolidano e si alimentano ogni giorno, nelle nostre famiglie, sui luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle piazze e nei luoghi della politica. Solo così potremo onorare e ringraziare degnamente i caduti di tutte le guerre. Grazie dunque a chi serve l’Italia, viva le nostre Forze Armate, viva la Costituzione, viva l’Italia.  

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